Relazioni Interpersonali
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Relazioni
Accade con frequenza la situazione in cui la persona che ricerca una consulenza psicologica non lamenti nessun disturbo psicologico specifico, ma avverta comunque il bisogno di iniziare un percorso psicoterapeutico dopo diverse relazioni interpersonali fallimentari. Nella maggior parte dei casi si tratta di relazioni di carattere sentimentale, ma non è raro che vengano portate nella stanza della terapia difficoltà con i colleghi sul posto di lavoro o nei gruppi di amici.
Generalmente la persona si racconta con parole simili a queste “Mi capita sempre la stessa situazione”,“Non so come, ma mi ritrovo sempre in queste dinamiche” “Capitano tutti a me!”,”Ho cambiato molti lavori, ma alla fine me ne vado sempre perché non mi trovo mai bene con i colleghi”
Nella maggior parte dei casi, la persona si ritrova – più o meno consapevolmente – in un pattern relazionale, come se ripercorresse in ogni situazione interpersonale, un copione già scritto e vissuto diverse volte in cui lui/lei e l’Altro assumono sempre gli stessi ruoli. La sofferenza deriva dal sentirsi in balia di situazioni molto sfortunate, come se quelle dinamiche accadessero accidentalmente e la persona si trovasse in una posizione completamente passiva nelle sue relazioni.
In questi casi, la psicoterapia ha il compito di portare alla luce gli schemi interpersonali disfunzionali, in modo che il paziente possa: osservarli con maggiore consapevolezza, aumentare il senso di efficacia nella loro genesi e nel loro mantenimento, modificare le proprie azioni “rompendo” lo schema.
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Obiettivi Terapia di Coppia
Generalmente le incomprensioni e il distanziamento tra i due partner possono generare da situazioni che possono essere così raggruppate:
- Eventi che stravolgono la routine quotidiana (es. nascita di un figlio, perdita del lavoro) che vanno ad incrinare gli equilibri costruiti fino a quel momento.
- Mancanza di comunicazione. I due partner, una volta superato il primo periodo di conoscenza, si possono accorgere di avere difficoltà nel comunicare all’ altro i propri bisogni o il proprio disaccordo su alcuni comportamenti. Da qui si può erigere un muro di silenzio che distanzia sempre di più le due persone, giorno dopo giorno.
- Cambiamento degli obiettivi. Può succedere che le due persone si incontrino e si innamorino in un momento delle loro vite in cui per entrambi risultano importanti gli stessi obiettivi (es. carriera, costruire una famiglia, viaggiare), ma che nel corso degli anni questi cambino, per uno dei due partner o entrambi.
- Presenza di un disturbo sessuale. Quando la sfera della sessualità viene compromessa, la complicità e la serenità dei due partner possono venire meno, andando ad alimentare un clima di insofferenza reciproca e di freddezza emotiva.
Con la terapia di coppia il professionista si prefigge l’obiettivo di guidare i due partner nella presa di consapevolezza del vero motivo che ha scatenato il disagio, trovando insieme a loro possibili soluzioni per poterlo arginare e trovare nuove modalità di comportamento e comunicazione, che siano volti ad un cambiamento che possa riportare equilibrio e maggiore serenità.
Come lavoreremo
Ma…come funziona la terapia di coppia?
Quando una coppia mi contatta la prima volta in cerca di un aiuto, mi pone spessissimo la domanda “Può dirmi come funziona? Non ho mai fatto terapia di coppia..”. Questo dubbio è più che legittimo, in quanto la terapia di coppia differisce da quella individuale per alcuni aspetti basilari. Ho ritenuto utile stilare per punti qualche principio che seguo nella conduzione di una terapia di coppia, al fine di chiarire le aspettative su questo tipo di percorso.
Prima di proseguire, sottolineo che questo è la metodologia che seguo personalmente, in linea con il mio approccio terapeutico di riferimento (Perché l’approccio cognitivo comportamentale?) e che un altro psicoterapeuta potrebbe procedere in modo differente, seguendo altre teorie e tecniche.
Durata e frequenza
La prima informazione è meramente tecnica: la durata di un incontro di coppia è di 75 minuti e la frequenza degli incontri è bisettimanale. Spesso mi viene chiesta anche la durata del percorso, è una domanda davvero difficile a cui rispondere, in quanto ci sono troppe variabili da tenere in considerazione: il problema riferito, la storia dei partner, la motivazione e l’impegno profuso dagli stessi, la continuità degli appuntamenti..per essere trasparente, dico sempre che per un buon percorso sono necessari almeno sei mesi. Generalmente, con queste tempistiche, è realistico aspettarsi un primo miglioramento nella relazione, quantomeno nelle capacità di ascolto e comprensione dei partner.
Il primo colloquio sarà di coppia, quindi con la presenza di entrambi i partner; successivamente riservo uno/due colloqui individuali con entrambe le persone, al fine di conoscerne meglio il vissuto soggettivo, la storia familiare, il passato, la percezione della coppia, ma anche valutarne la motivazione al percorso. Al termine di questi incontri singoli, formulerò un quadro della situazione e lo condividerò con entrambi, sottolineando i punti di forza rilevati e gli elementi di criticità su cui ritengo necessario lavorare insieme.
Cosa Aspettarsi
Un’evenienza importante da mettere in conto, nel momento in cui si decide di intraprendere un percorso di coppia, è che questo, purtroppo non è necessariamente volto alla riconciliazione della coppia. Molte volte si arriva a chiedere aiuto allo specialista quando è troppo tardi o quando eventi di vita hanno fatto sì che i coniugi si siano allontanati troppo. Per diversi motivi e situazioni, a volte, il percorso assume la forma di un processo di elaborazione della chiusura della relazione e un accompagnamento alla separazione definitiva, nel miglior modo possibile.
Comunicazione Assertiva
Un punto saldo su cui si andrà a lavorare sarà il miglioramento della comunicazione empatica, dal momento che la stragrande maggioranza delle coppie in crisi ha un unico grande problema: la difficoltà nel comunicare i propri bisogni e stati d’animo. E’ quindi una mia priorità quella di trasmettere ai partner alcune tecniche basilari di comunicazione assertiva (Cosa si intende con comunicazione assertiva?) e ascolto empatico.
“Compiti a casa”
Un ultimo punto che mi preme ricordare, ma non per questo meno importante, è la necessità di impegno e motivazione dei partner. Come per la psicoterapia individuale, anche la psicoterapia di coppia funziona ad un’unica condizione: continuare il lavoro fatto in seduta a casa. Spesso consegno schede, esercizi da fare in coppia, stralci di libri da leggere…senza i “compiti a casa”, l’incontro con lo psicoterapeuta può essere un aiuto, ma non risolutivo. Credo dunque che chi abbia l’intenzione di intraprendere questo percorso debba mettersi in discussione e capire quanto impegno voglia dedicarvi e quanto sia disposto/a a mettersi in discussione di fronte al partner.